Pochi giorni fa, martedì 27 gennaio 2026, in prima serata su Canale 5 è andato in onda il film L’ultima volta che siamo stati bambini, trasmesso in occasione del Giorno della Memoria. La pellicola – prima visione televisiva in chiaro sul canale Mediaset – ha registrato un buon riscontro di pubblico, collocandosi al secondo posto negli ascolti della serata con oltre 2,1 milioni di spettatori e circa il 15% di share, subito dietro alla miniserie di Rai 1 Morbo K.
L’opera, distribuita per la prima volta al cinema nel 2023, segna l’esordio alla regia cinematografica di Claudio Bisio, noto attore e personaggio televisivo italiano. Basata sull’omonimo romanzo di Fabio Bartolomei, la pellicola offre uno sguardo delicato, intenso e simbolico sul tema dell’infanzia e della memoria in uno dei momenti storici più tragici del XX secolo.
Trama e significato
L’ultima volta che siamo stati bambini è ambientato nella Roma dell’estate 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. La storia segue quattro bambini – Italo, Cosimo, Vanda e Riccardo – che vivono in contesti sociali molto diversi ma legati da un’amicizia profonda. Mentre giocano per le strade della città fantasticheranno su missioni eroiche e avventure, inconsapevoli di quanto il mondo intorno a loro stia rapidamente cambiando.
La svolta drammatica arriva quando Riccardo, il ragazzino ebreo del gruppo, viene deportato dai nazisti insieme a migliaia di membri della comunità ebraica romana. Spinti dal desiderio di non abbandonare il loro amico e dalla spensieratezza tipica dell’infanzia, i tre bambini decidono di partire per un viaggio rischioso e simbolico attraverso l’Italia dilaniata dalla guerra, nella speranza di convincere le autorità naziste a liberarlo.
Questo “viaggio” diventa per loro un’esperienza di crescita, un percorso di scoperta che li costringe ad affrontare la brutalità della guerra, la perdita dell’innocenza e il confronto con la fragilità umana. La narrazione alterna momenti di tenerezza, fantasia e struggente consapevolezza, dipingendo con grande sensibilità l’impatto della Storia sugli sguardi e sulle vite dei più piccoli.
Cast e regia
Il film vede protagonisti alcuni giovani talenti: Alessio Di Domenicantonio nel ruolo di Cosimo, Vincenzo Sebastiani come Italo, Carlotta De Leonardis nei panni di Vanda e Lorenzo McGovern Zaini in quello di Riccardo. Nel cast figurano anche Marianna Fontana e Federico Cesari in ruoli chiave, e lo stesso Claudio Bisio interpreta il padre fascista di Italo.
Dietro la macchina da presa, Bisio dimostra una visione narrativa attenta alle dinamiche interiori dei personaggi, scegliendo di raccontare l’orrore con una leggerezza di tocco che evita l’eccessiva spettacolarizzazione dell’orrore, ma che non rinuncia a mostrare il peso emotivo della tragedia. L’approccio del regista – tra commedia e dramma – mira a preservare l’innocenza e la curiosità tipiche dell’infanzia, pur nell’orrore incombente della guerra.
Il film nel contesto del Giorno della Memoria
La scelta di mandare in onda L’ultima volta che siamo stati bambini il 27 gennaio non è casuale: questa data è dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto e alla riflessione sull’importanza della memoria storica. Mediaset ha voluto così contribuire al dibattito culturale e civile, offrendo al pubblico un’opera che combina intrattenimento e impegno educativo.
Il film, pur affrontando temi dolorosi, lo fa attraverso lo sguardo dei bambini – simbolo di innocenza e speranza – ricordando quanto sia fondamentale non dimenticare il passato per non ripetere gli stessi errori. In questo senso, la pellicola risulta un ponte tra memoria storica e narrazione cinematografica, capace di parlare tanto agli spettatori più maturi quanto alle nuove generazioni.
Ascolti televisivi e reazioni
Secondo i dati Auditel, L’ultima volta che siamo stati bambini ha ottenuto circa 2,18 milioni di spettatori con uno share del 15%, un risultato considerevole per una pellicola cinematografica in prima serata su Canale 5 e che si è collocata subito dietro alla fiction di Rai 1.
Le reazioni del pubblico e della critica si sono concentrate sull’approccio narrativo di Bisio, che ha scelto di raccontare un tema così delicato senza cadere nella retorica, ma lasciando spazio alla profondità emotiva attraverso lo sguardo dei bambini.
In conclusione, la messa in onda di L’ultima volta che siamo stati bambini su Canale 5 martedì ha rappresentato non solo un appuntamento televisivo di qualità, ma anche un’occasione di riflessione e memoria, sottolineando quanto il cinema possa contribuire al recupero e alla trasmissione delle storie che non dobbiamo dimenticare.


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